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Articoli

BIRRIFICIO: THORNBRIDGE BREWERY - INGHILTERRA - DERBYSHIRE

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Uno dei più promettenti nuovi microbirrifici Inglesi. Nato nel 2004 all'interno della Thornbridge hall ad Ashford in the Water (Derbyshire) ha alla guida della creazione, due mastrobirrai, Stefano Cossi (friulano di Udine) e Martin Dickie dalla Scozia. Questa coppia nonostante la giovane età è riuscita a creare  splendide  birre, mietendo infiniti consensi nei due anni di vita della birreria.

BIRRIFICIO: BLACK SHEEP BREWERY - INGHILTERRA - YORKSHIRE

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Black Sheep Brewery, fondata nel 1992 da Paul Theakston; se il cognome vi suona familiare, stiamo proprio parlando della famiglia che mise in piedi nel 1832 l'omonimo birrificio la cui birra più famosa è probabilmente la Old Peculier. Controllata dal governo inglese sin dal 1916, la Theakston ha navigato in una disastrosa situazione finanziaria sino al 1984, quando fu acquisita dalla Matthew Brown di Blackburne, a sua volta poi acquisita dallaScottish & Newcastle tre anni dopo; la conseguenza, come spesso accade quando avvengono queste acquisizioni,  fu la chiusura dello storico impianto di Masham ed il trasferimento di tutte le birre a marchio Theakston negli impianti del birrificio acquisitore. Paul Theakston, direttore generale sin dal 1968, lascia l'ex-azienda di famiglia nel 1986 per ritornare indipendente ed aprire, quattro anni dopo, la Black  Sheep Brewery. Il destino vuole che si renda disponibile l'edificio di un vecchio maltificio proprio a Masham (North Yorkshire) dove aveva sede il primo stabilimento della Theakston;  è un periodo molto difficile per l’industria brassicola inglese; numerosi sono i birrifici costretti a chiudere e Paul “approffitta” della situazione per recuperare qua e là quello che gli serve per ricominciare: il bollitore in rame viene dalla defunta Hartley's Brewery, i fermentatori dalla Hardy & Hansson di Nottingham e dalla Darley nei dintorni di Doncaster.  Riguardo al nome da dare al nuovo progetto, Paul è ovviamente impossibilitato ad utilizzare il cognome di famiglia, vorrebbe adottare il nome della località (Masham) ma proprio in quel periodo c'è un altro birrificio che apre e che ha la stessa idea.  Ma sua moglie ha un’ispirazione: considerando che Masham in passato era famosa per il commercio di pecore, ecco nascere "la pecora nera", che è anche un voluto e ironico riferimento alla scelta fatta da Paul di lasciare l'azienda di famiglia per mettersi in proprio. Il primo birraio alla Black Sheep fu Paul Ambler, 

BIRRIFICIO: ORKNEY BREWERY - SCOZIA - ISOLE ORCADI

orkney

Orkney Brewery è una delle più remote birrerie scozzesi, nasce nel 1988 e riesce in pochi anni a guadagnarsi un posto in prima fila tra i produttori di Real Ales inglesi. 
La birreria sorge in un'area di bellezza incontaminata, attorniata da piccoli laghi, ovviamente l'acqua è purissima.Terra di Vichinghi, le orcadi ispirano con le loro icone le etichette della birreria, diventata di culto soprattutto negli Stati Uniti.

BIRRIFICIO: CONISTON BREWERY - INGHILTERRA - LANCASHIRE

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Fondata nel 1995, la Coniston Brewing Company e’ un piccolo brewpub che ha sede sul retro del Black Bull, una vecchia stazione di Posta che risale a 400 anni fa, Coniston nella regione del Cumbria. Nel 1998 la Bluebird Bitter ha vinto il premio piu’ importante del settore Birraio Inglese diventando - Supreme Champion Beer – al Great British Beer Festival.
Oggi produce alcune fantastiche birre in Bottiglia, rigorosamente Bottle conditioned.

BIRRIFICIO: BREWDOG - SCOZIA - ABERDEENSHIRE

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BrewDog nasce nell’Aprile del 2007 da una coppia di giovani appassionati: James Watt e Martin Dickie a Fraserburg nell’Aberdeenshire (Scozia). Irriverenti, innovativi, “strani”, presuntuosi, provocatori, questi ragazzi, stanchi delle solite birre industriali, insapori e senza alcuna personalità, decidono di produrre birre che rispettino i loro gusti personali Oggi è uno dei birrifici più discussi d’Europa, con una serie di prodotti molto conosciuti e premiati. Innovazioni, scommesse, sfide, collaborazioni, provocazioni sono le caratteristiche di BrewDog il cui marchio ha raccolto una schiera di fans in tutta Europa tanto da farlo diventare un caso nazionale nel Regno Unito. Molte sono le critiche così come i riconoscimenti: usano il marketing delle grandi industrie per vendere e sono troppo attenti all’immagine e alle tendenze del mercato, giocano sulle mode del momento, ecc. Le birre prodotte però sono buone, fatte con materie prime di prima scelta ed adoperando la massima attenzione durante i processi di produzione.
Le loro ricette, che fanno riferimento alla tradizione dei più classici stili birrai anglosassoni per arrivare a sperimentazioni talvolta assurde o troppo particolari, hanno comunque l’effetto di riuscire a mantenere l’attenzione del consumatore continuamente alta. Da sempre l’obiettivo dei produttori di birra anglosassone è quello di cercare di ottenere il difficile equilibrio tra morbidezza e freschezza, tra corpo e bevibilità, tra luppolo e malto. Insomma quando si assaggia una birra inglese è quello che ci si deve aspettare. In BrewDog questo concetto di bilanciamento c’è; il problema è che l’equilibrio viene da lontano. Si parte da estreme luppolature, per arrivare ad una morbidezza ed intensità di malto che sembra impossibile che possa esserci in una birra con una componente alcolica molto elevata, che però risulta molto “facile” da bere nonostante la complessità di gusto. Oggi conoscere BrewDog e le loro birre è un po’ come incappare in una rivoluzione. Birre artigianali che oltre ad essere buone fanno tendenza.